Il Mensile della Sicurezza

Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

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Allegato 3B – utile o inutile? Rimane comunque un adempimento obbligatorio

Immagine1Allegato 3B gioie e  dolori per i medici competenti, semplice ammasso di dati inutili o dati importanti per capire la gestione della salute dei lavoratori?  Questi sono i sentimenti che accompagnano il fascicolo di aggregazione dei dati sanitari dei lavoratori.

Per questa breve analisi, faremo riferimento allo scritto del Dott. Adriano Ossicini, evidenziandone in alcuni casi i punti di non condivisione.

La prima critica che viene fatta al famoso allegato 3B è in merito alla validità dei fini dichiarati e cioè al valore sanitario-epidemiologico di detti dati, per conoscere lo stato di salute dei lavoratori, negandone la validità.

I primi dati a cui si può fare riferimento sono quelli relativi all’anno 2013 pubblicati dal Ministero della Salute, Inail e Coordinamento Interregionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro. Secondo un buon numero di medici del lavoro e loro rappresentanze non ci sono elementi validi per valutare lo stato di salute dei lavoratori e non sono di alcuna utilità per i medici competenti stessi.

Al di la degli elementi che lo compongono, bisogna anche avere il coraggio di dire per correttezza (e qui interviene il tecnico della sicurezza), che per molti medici questo è già visto in partenza come un mero adempimento burocratico senza alcuna utilità. A nostro avviso si parte male.

D’altro canto è anche vero che alcune delle informazioni che il medico competente deve estrapolare dalla cartella sanitaria e di rischio per inviarli alla Pubblica amministrazione, (come ad esempio la segnalazione delle malattie professionali, di cui già da anni esiste una banca dati) sono già conosciuti dagli organi amministrativa e che quindi un semplice incrocio delle informazione tra i vari database, permetterebbe una riduzione dei tempi legati all’inserzione e ricerca da parte del medico competente.

La conclusione della pubblicazione si conclude con  “Quanto appena detto implica che non si possano utilizzare i risultati presentati in questo lavoro per inferire caratteristiche sanitarie/epidemiologiche della popolazione dei lavoratori italiani. Le elaborazioni presentate possono però essere lecitamente e utilmente impiegate per tratteggiare un quadro di riferimento generale della popolazione effettivamente sorvegliata. Pertanto, le elaborazioni hanno natura essenzialmente descrittiva”, questa considerazione sicuramente non motiva ulteriormente il medico del lavoro alla elaborazione dell’allegato 3B.

Ribadiamo comunque come tecnici, che l’estrapolazione dei dati per l’allegato 3 B rimane un obbligo a carico del medico competente e che in caso di inadempienza scatta la sanzione prevista  indicata dall’art. 58, comma 1, lettera e) del D. Lgs. 81/2008: sanzione amministrativa pecuniaria da 1.096 a 4.384 euro.

Al fine di ridurre almeno i tempi di elaborazioni de questi dati, oggi la tecnologia mette a disposizione servizi e software per la gestione informatizzata della cartella sanitaria e di rischio che elaborano immediatamente queste informazioni, creando anche il file di invio all’INAIL.

Autore: Damiano Alzati - Legale Rappresentante di DaDa Consulting sas

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