Il Mensile della Sicurezza

Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

Il Mensile della Sicurezza - Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

Corte di Cassazione: il distacco di un lavoratore

 

IN CASO DI DISTACCO DI UN LAVORATORE DA UN’IMPRESA AD UN’ALTRA, IL DATORE DI LAVORO È, COMUNQUE, CORRESPONSABILE, QUALORA L’EVENTO SI COLLEGHI CAUSALMENTE ANCHE ALLA SUA COLPOSA OMISSIONE

tribunaleCon sentenza n°30483 del 10 luglio 2014, la Corte di Cassazione ha ribadito il principio, invero già consolidato, secondo cui, in caso di distacco di un lavoratore da un’impresa ad un’altra, il datore di lavoro comunque è corresponsabile qualora l’evento si colleghi causalmente anche alla sua colposa omissione.


Nella fattispecie in esame, il datore di lavoro (rectius il collaboratore con funzioni direttive) aveva richiesto a quattro propri operai di recarsi presso una vicina vetreria, per supportare il titolare della stessa nella movimentazione di lastre di vetro di grosse dimensioni.

Nel corso delle operazioni, uno degli operai era rimasto travolto, riportando gravi lesioni, e sia il datore di lavoro che il titolare della vetreria erano stati giudicati responsabili di lesioni personali colpose, aggravate dalla violazione della normativa antifortunistica.

Sul presupposto (rimasto comunque indimostrato) che l’infortunio fosse derivato dall’errato posizionamento delle lastre di vetro da parte dei precitati operai, sia il titolare della vetreria che il datore di lavoro avevano contestato le proprie rispettive responsabilità.

Il primo, in particolare, aveva eccepito che si era trattato di un evento accidentale, mentre il secondo aveva invocato il principio dell’affidamento, in base al quale la direzione dell’operazione, da parte del titolare della vetreria, avrebbe comportato l’assunzione su quest’ultimo dell’esclusiva responsabilità del fatto lesivo.

La Corte Suprema ha però confermato quanto espresso dal Collegio territoriale.

Dalla ricostruzione della vicenda era emerso, infatti, che (indipendentemente dall’asserito erroneo posizionamento delle lastre da parte degli operai) il titolare della vetreria non li aveva dotati delle necessarie attrezzature, né li aveva informati sui rischi specifici connessi all’attività, tenuto conto tra l’altro dell’inesperienza degli stessi: era, quindi, ravvisabile il nesso di causalità tra l’infortunio e la violazione degli obblighi di sicurezza.

Come è noto, infatti, “le norme antinfortunistiche non sono dettate soltanto per la tutela dei lavoratori, ossia per eliminare il rischio che i lavoratori possano subire danni nell’esercizio della loro attività, ma sono dettate finanche a tutela dei terzi, cioè di tutti coloro che, per una qualsiasi legittima ragione, accedono nell’ambiente lavorativo, a prescindere da un rapporto di dipendenza diretta con il titolare dell’impresa”.

Del resto, anche in base al principio espresso dall’art. 2087 c.c., il datore di lavoro è comunque costituito garante dell’incolumità fisica e della salvaguardia della personalità morale di quanti prestano la loro opera nell’impresa.
Pertanto, qualora egli non ottemperi all’obbligo di tutela, l’evento lesivo gli deve essere imputato ai sensi e per gli effetti dell’articolo 40, comma 2, c.p..

Il datore di lavoro, invece, è stato giudicato corresponsabile, conformemente al principio secondo cui la responsabilità del committente non esclude quella del datore: “in caso di distacco di lavoratore da un’impresa ad un’altra, sono a carico del distaccatario tutti gli obblighi di prevenzione e protezione, fatta eccezione per l’obbligo di formare ed informare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali questo viene distaccato, che restano a carico del datore di lavoro distaccante”.

I Giudici Ermellini hanno, infine, concluso rilevando che il principio dell’affidamento non opera qualora il mancato rispetto, da parte di terzi, delle norme precauzionali di prudenza abbia la sua prima causa nell’inosservanza di tali norme, da parte di colui che invoca il suddetto principio.

Autore: Chiara Fischetti - Avvocato presso STUDIO LEGALE CASSANDRO

 

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*