Il Mensile della Sicurezza

Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

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Esenzione dal lavoro notturno

E’ prassi sempre più consolidata che molte aziende aprano trattative sindacali per  l’integrazione da due a tre turni delle attività produttive, potenziando così la capacità produttiva degli impianti.

In questo modo diversi lavoratori, loro malgrado, si trovano costretti ad accettare un lavoro su turni che prevede sovente una rotazione che obbliga a lavorare anche in orari notturni. Se questa tipologia di lavoro porta da un lato una maggior solidità e sicurezza per il proprio posto di lavoro, dall’altro sicuramente si chiedono sforzi ai lavoratori, che pur venendo maggiormente retribuiti, vedono i ritmi della propria vita dipendere dalle contingenze e dalle necessità economiche delle aziende dove lavorano.

Ma cosa succede se un dipendente a fronte di un giustificato motivo, si rifiuta di accettare i turni notturni?

E’ il caso per cui si è espresso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con l’Interpello 18/14 del 26 Giugno 2014: il quesito è stato posto da un lavoratori in merito all’interpretazione dell’Art 11 del D.Legs 66/03 che concede il diritto a rifiutare il lavoro notturno, per evidenti motivi di conciliane tra lavoro e vita privata, al lavoratore/lavoratrice che risulti unico genitore affidatario di figli minori.

La richiesta di precisazione nasce dal fatto che la disposizione normative non prendeva in considerazione i casi di genitori nubili o vedovi, parlando solo genericamente di “unico genitore affidatario”.

Con la risposta all’interpello il Ministero ha di fatto equiparato il lavoratore/lavoratrice vedovo o nubile ad “unico genitore affidatario”, specificando inoltre per maggior chiarezza che l’inosservanza da parte del datore di lavoro dell’Art 11 D.Legs 66/03 comporta un reato di natura contravvenzionale punito con l’arresto da due a quattro mesi, o in alternativa con la sanzione amministrativa da € 516,00 a € 2.582,00

In questo viene chiarito che le norme in tutela della conciliazione del tempo libero e del tempo dedicato alle attività lavorative, hanno come fine ultimo e principale la tutela della crescita e dell’educazione dei figli minori, a prescindere dallo status in cui versa il genitore.

Autore: Matteo Prestini - Amministratore di SFIA srl 

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