Il Mensile della Sicurezza

Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

Il Mensile della Sicurezza - Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

La disinFORMAZIONE corre sul web

Negli scorsi giorni sono arrivate alle nostra redazione alcune richieste di chiarimento in merito a notizie e comunicati diffusi tramite web su presunte modifiche alla regolamentazione in materia di Formazione sulla sicurezza sul lavoro, come prevista dal D. Legs 81/08 e dalle sue successive modifiche ed integrazioni, riporteremo quindi due specifiche domande dei nostri lettori che possono essere di interesse per tutte le aziende che leggono il nostro Mensile.

Ci scrive Mario P. titolare di una piccola azienda operante nel settore agricolo per la sistemazione di parchi e giardini, nella provincia di Monza e Brianza (MB):

“Gentile Redazione de Il Mensile della Sicurezza, ho letto un articolo sul sito xxxxxxxx nel quale viene promossa una iniziativa di Coldiretti in partenariato con l’ASL di Monza e Brianza, atta a formare con un corso di 10 ore i titolari delle aziende agricole, in modo che questi possano poi essere responsabili della sicurezza e fare loro stessi i corsi di formazione per il proprio personale, la società (privata) che attualmente mi fornisce il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ed i corsi di formazione periodici, mi dice che questo non è possibile. Volevo conoscere il vostro parere?” 

Abbiamo controllato il sito internet che ci ha fornito Mario ed effettivamente la comunicazione dell’iniziativa ci sembra un po’ confusa e chiariamo: il corso di formazione proposto da Coldiretti e dalla ASL di Monza e Brianza, come riporta chiaramente l’articolo è un “corso di rinnovo quinquennale di RSPP” quindi sarebbe corretto dire che questo corso è rivolto ai datori di lavoro che svolgono direttamente il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, senza nominare un tecnico esterno, in questo caso appunto la legge prevede oltre che un primo corso di formazione variabile nella durata a seconda del grado di rischio dell’azienda anche un rinnovo periodico, come quello proposto.

Riteniamo non corretto quanto riportato in seguito: Il corso consente infatti di istruire un Responsabile di servizio Prevenzione e Protezione in ogni azienda” per una questione logica infatti, se il corso proposto è un rinnovo, le aziende che possono partecipare a questo corso sono per forza già nella condizione di avere un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione interno; se non lo fossero non potrebbero frequentare il corso di rinnovo da 10 ore, ma dovrebbero frequentare i corsi di RSPP da 16 h o 32 h o 48 h a seconda del livello di rischio (in questo caso l’azienda agricola che ci scrive è a rischio medio quindi il corso sarebbe di 32 ore)

Altra piccola, ma non troppo, inesattezza che abbiamo visto nell’articolo di promozione di questo corso è: “…..in questo modo, il titolare diventa docente dei propri lavoratori e non è più tenuto a investire cospicue risorse per provvedere alla formazione del personale in materia di sicurezza sul lavoro.” anche questa informazione non corrisponde a quanto previsto dalla normativa, che individua criteri per la formazione del personale, ivi compresi i requisiti minimi che i docenti, che si occupano di sicurezza, devono avere. Non è quindi possibile per un datore di lavoro che ha svolto 10 ore di corso diventare docente per i propri dipendenti, ma dovrà comunque rivolgersi ad uno o più docenti qualificati in grado di svolgere i corsi, che ricordiamo essere diversi e su diverse tematiche (informazione dei lavoratori, formazione sui rischi specifici, addetto antincendio, addetto primo soccorso, ecc.)

Il secondo quesito ci è arrivato da un consulente consulente che svolge abitualmente le proprie attività come Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione in maniera professionale presso aziende terze:

“Spettabile Redazione, verso la fine di settembre mi è arrivata una comunicazione via mail, in quanto sono iscritto al servizio di aggiornamento di una nota testata che si occupa di sicurezza sul lavoro (xxxxxxxxxxxxxxxxxxxx) nella comunicazione dicono che non sia più possibile finanziare attraverso l’intervento dei Fondi Paritetici Interprofessionali la formazione sulla sicurezza obbligatoria per via del nuovo Regolamento Europeo n° 651/2014, mentre alcune aziende mie clienti stanno svolgendo i corsi di Addetto al Primo Soccorso finanziati proprio da un Fondo Paritetico Interporfessionale. Volendo sentire un altro parere a riguardo mi sono permesso di scrivervi e spero abbiate modo di rispondermi”

Al nostro lettore che ci ha scritto, come anche alle centinaia di aziende che sono abbonate al nostro periodico, possiamo dire che anche in questo caso l’informazione (per come letta) non è stata precisa:

Il nuovo Regolamento Europeo già citato, che va a sostituire ed integrare il precedente Regolamento 800/08, modifica, è vero, la possibilità di usare i finanziamenti per la formazione sulla sicurezza (quindi anche quelli ricevuti tramite i Fondi Paritetici Interprofessionali); le aziende potranno comunque continuare ad utilizzare i finanziamenti anche per la formazione in materia di sicurezza obbligatoria attraverso la scelta del regime “De Minimis” secondo quanto previsto dal Regolamento UE n° 1407/2013. Il regime “De Minimis”, va precisato per chiarezza di chi legge, ha però un limite massimo, che per ogni azienda richiedente è di € 200.000,00 in tre esercizi finanziari consecutivi.

Le aziende quindi potranno continuare a chiedere finanziamenti per la formazione sulla sicurezza obbligatoria, scegliendo il regime “De Minimis” fino ad un importo massimo di € 200.000,00 euro per triennio.

Autore: Matteo Prestini - Amministratore di SFIA srl 

Your email address will not be published. Required fields are marked *

*