Il Mensile della Sicurezza

Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

Il Mensile della Sicurezza - Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

INAIL – Relazione morti ed infortuni sul lavoro 2013

In occasione della relazione al Parlamento che ogni anno INAIL tiene per evidenziare i dati sugli infortuni, le malattie ed i decessi sul lavoro, L’istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro rileva dati che permettono di evidenziare un netto miglioramento delle condizioni lavorative in relazione con gli effettivi incidenti denunciati.

Le morti sul lavoro accertate nel 2013 sono state 660 (con ancora 36 casi in fase di istruttoria) in calo quindi del 21% rispetto al 2012 e del 35% rispetto al 2009; di questi decessi oltre la metà (57%) è avvenuto fuori dalle aziende, sommando quindi gli incidenti in itinere (tragitto casa-lavoro) a quelli accaduti per spostamenti tramite mezzi di trasporto.

Il dato, seppur ancora notevolmente alto, risulta statisticamente il migliore degli ultimi 59 anni bisogna appunto risalire al  1954 (anno in cui è iniziata la rilevazione)  per trovare un numero inferiore di decessi; anche il numero di denunce di infortuni mortali è sensibilmente sceso, arrivando a 1.175 casi nel 2013, in calo del 11,7% rispetto all’anno precedente.

In netto miglioramento anche il numero di infortuni professionali riconosciuti, che passano dai 505.000 del 2012 ai 460.000 del 2013 (-7%) dato ancora più confortante se si paragona con i dati del 2009 con un -21%. Il costo sociale di questi infortuni rimane tuttavia altissimo con oltre 92 milioni di ore di inabilità a carico di INAIL a cui si aggiungono altri milioni di ore di inabilità a carico delle aziende (non disponibile un dato medio preciso).

Peggiora invece la situazione in riferimento alle malattie professionali le cui denunce ammontano a 51.900 in aumento del 47% rispetto al 2009; le malattie effettivamente riconosciute come “causa professionale” sono però solo il 38,2% dei casi denunciati. La comparazione delle malattie è però un dato falsato, perché nel corso degli anni sono state rinnovate e variate le tabelle per le malattie professionali, includendo quindi diverse patologie che non rendono veritiero il raffronto.

E’ indiscutibile che si stia percorrendo la strada giusta per diffondere quella cultura della sicurezza e della prevenzione in cui il nostro Paese proprio non brillava se paragonato agli altri Stati membri dell’Europa, nel 2012 infatti l’Italia è stato il Paese con il maggior numero di decessi legati al lavoro in tutta la Comunità.

Quel mix di informazione, formazione, sensibilizzazione, controlli e sanzioni che tutte le Autorità Preposte stanno mettendo in campo evidentemente funzione; senza dimenticare le centinaia di milioni di euro messe a disposizione dalle Pubbliche Amministrazioni e da INAIL per permettere alle aziende di migliorare  la sicurezza dei macchinari, delle procedure e degli ambienti di lavoro stessi.

  Autore: Matteo Prestini - Amministratore di SFIA srl 

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