Il Mensile della Sicurezza

Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

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Invio o consegna delle cartelle sanitarie e di rischio dei lavoratori

Businessman Filing InformationQuesto mese vogliamo soffermarci a riflettere in merito alle  modalità di consegna della cartella sanitaria e di rischio del lavoratore, sia al datore di lavoro in caso di cessazione dell’incarico da parte del medico competente, che nel caso di cessazione del rapporto di lavoro da parte del lavoratore. Quelle attualmente in essere e quelle ci auguriamo venissero adottate.

Su una rivista del settore un lavoratore chiede se l’invio della cartella sanitaria di un lavoratore può essere effettuato tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o deve obbligatoriamente avvenire da parte del Medico Competente di persona e solo ed esclusivamente in presenza del Datore di Lavoro? Ed ancora: il Datore di lavoro può mandare una persona diversa da lui a ritirarla, senza la garanzia di una sua firma e timbro per il ritiro del materiale stesso? E poi: quali sono i tempi in cui  il Medico, dopo una richiesta scritta, deve consegnare la cartella sanitaria?

Se pensiamo di trovare le risposte a questi semplici quesiti scritte in modo chiaro ed univoco nella normativa vigente ci sbagliamo di grosso, per cui ci si deve rifare come spesso accade ad una interpretazione delle norme.

Quelle che il legislatore ha chiaramente specificato all’art. 25 comma 1 lettera d)del D. Lgs. 81/08 è che:

consegna al datore di lavoro, alla cessazione dell’incarico, la documentazione sanitaria in suo possesso, nel rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo del 30 giugno 2003 n.196, e con salvaguardia del segreto professionale;

Leggendo attentamente, e senza nessuna ” interpretazione”, viene indicata esclusivamente la figura del datore di lavoro, non si parla di nessun “incaricato” e non viene specificata la forma o la modalità di consegna della documentazione, ed è qui che a modesto avviso di chi scrive deve intervenire  la prima interpretazione della norma, vista anche la realtà odierna di gestione.

Dobbiamo in primo luogo riconoscere che il Datore di lavoro ha possibilità di delega, anche perché il Legislatore, nel caso del D.Lgs. 81/2008, come è noto, l’ha impedita solo per la nomina del RSPP e per l’effettuazione del DVR, e pertanto, se impossibilitato potrebbe ,( e a nostro avviso può ), delegare una persona di sua fiducia a ritirare detta documentazione, rispettando le formalità e le evidenze previste in casi del genere. Questo vuol dire preparare una delega scritta da consegnare al medico competente, che dovrà farsi firmare una ricevuta di consegna da parte del delegato del datore di lavoro.

Questa è la procedura per le cartelle sanitarie in formato cartaceo, e se invece fossero su supporto informatizzato?

Ovviamente si può seguire la stessa procedura, in cui anziché consegnare laStethoscope on a computer keyboard documentazione i busta chiusa, verrà utilizzato un idoneo supporto, cd, dvd, o chiavetta usb, il cui accesso è protetto da password. Questa è a conoscenza del datore di lavoro, o viene consegnata in busta chiusa e sigillata unitamente al supporto digitale, oppure, ( ed ecco una interpretazione della normativa ), essere messa a disposizione del nuovo medico competente direttamente dal medico competente uscente, se la documentazione è depositata su una piattaforma di gestione, senza il passaggio fisico dei documenti dal datore di lavoro, ma unicamente formalizzando quanto avvenuto e lasciandone tracciabilità. Secondo il nostro punto di vista, questa sarà la modalità più utilizzata in futuro, visto che, i medici competenti stanno iniziando ad utilizzare la modalità informatica, anziché continuare con quella cartacea.

Ed è in questo nuovo ambito che si auspica un intervento del legislatore al fine di regolamentare la consegna digitale, e di non lasciarla per troppo tempo all’interpretazione della norma da parte degli utilizzatori.

Nella norma attuale non si trova regolamentazione sulla tempistica per la consegna di tale documentazione. Il buon senso, ( ma non sempre evidentemente questo viene applicato ), deve portarci ad una tempistica che deve essere la più breve possibile onde evitare che ritardi di comunicazione possano determinare la mancata segnalazione di questioni di salute importanti sia al lavoratore che richiede i documenti, sia al medico competente subentrante.

È evidente che eventuali ritardi nella consegna dei dati costituiscono grave responsabilità di chi non li fornisce ed in tal senso vi sono stati vari procedimenti penali nel tempo, volti a stabilire responsabilità e pene per le omissioni sulla trasmissione dei dati sanitari.

Questa notazione vale anche per la successiva lettera e) del comma 1 del D.Lgs. 81/2008 che riguarda la consegna dei documenti al lavoratore nel caso di cessazione del rapporto di lavoro da parte di quest’ultimo:

consegna al lavoratore, alla cessazione del rapporto di lavoro, copia della cartella sanitaria e di rischio, e gli fornisce le informazioni necessarie relative alla conservazione della medesima; l’originale della cartella sanitaria e di rischio va conservata, nel rispetto di quanto disposto dal decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, da parte del datore di lavoro, per almeno dieci anni, salvo il diverso termine previsto da altre disposizioni del presente decreto;

Nell’ambito della consegna della propria copia della cartella sanitaria e di rischio non ci si deve nascondere dietro alla realtà attuale, in cui solo a una minima parte di lavoratori viene consegnato il documento. Molti lavoratori non sanno nemmeno che è un loro diritto averlo.

visitemedicheGrandi passi avanti si stanno facendo con il percorso di formazione obbligatoria generale ai lavoratori, in cui finalmente, queste cose vengono dette e portate alla loro conoscenza.

Anche in questo caso il riferimento normativo è principalmente legato alla versione in formato cartaceo, ma valgono, sempre secondo il nostro parere interpretativo,  le stesse considerazioni e modalità di consegna del formato digitale descritte per la consegna documentale al datore di lavoro. Ma con una possibilità in più.

Se il medico competente utilizza una piattaforma di gestione, oggi è possibile la configurazione dell’accesso diretto da parte del lavoratore, per cui, al momento dell’interruzione del rapporto di lavoro, con tempi assolutamente certi e brevi, è il lavoratore stesso che può accedere con il proprio profilo ai suoi documenti, lasciando tracciabilità di quanto avvenuto nel sistema di gestione, ed eliminando quindi l’onere di un adempimento obbligatorio al medico competente.

Anche in questo secondo ambito di consegna documentale è auspicabile a breve un intervento legislativo per adeguare la normativa ad una nuova modalità di gestione.

Damiano Alzati - Consulente in Materia di Salute e Sicurezza negli Ambienti - DaDa Consulting sas 

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