Il Mensile della Sicurezza

Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

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La cartella sanitaria e di rischio dei lavoratori dal cartaceo all’informatizzata

Stethoscope on a computer keyboardNel nostro paese ogni lavoratore che viene sottoposto a sorveglianza sanitaria in funzione dei rischi lavorativi valutati dal proprio Datore di lavoro ha una propria cartella sanitaria, che lo segue durante tutto l’arco del suo periodo lavorativo.
Sembra una cosa banale e semplice ma nella realtà non è proprio così.
Ma cerchiamo di partire se non proprio dall’inizio, almeno da quell’ormai famoso Decreto legislativo del 9 aprile 2008, n. 81 denominato “Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro” che introducendo disposizioni per il riassetto e la riforma delle norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori emanate negli ultimi sessant’anni ha stabilito anche all’articolo 41 l’obbligo per il Medico competente della registrazione dei risultati della sorveglianza sanitaria da lui effettuata sui lavoratori ( accertamenti preventivi e periodici ) in un apposito documento individuale con valore medico legale, che deve avere caratteristiche di unicità, identità, inalterabilità e conservazione delle modifiche: la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore.


Questo documento ha valore giuridico, ed è tutelato da obblighi sul segreto professionale e sulla privacy.
La cartella sanitaria e di rischio deve consentire la raccolta dei dati anamnestici, degli elementi obiettivi, delle informazioni relative al decorso dell’esposizione al rischio lavorativo e di ogni altro elemento di ordine diagnostico e terapeutico, ordinati cronologicamente. La cartella sanitaria e di rischio oltre ovviamente ad una indubbia valenza medico nosologica ed epidemiologica, ha anche un importante rilevanza giuridica.
Il D. Lgs. 81/08 pur partendo da un presupposto di documento cartaceo per la cartella sanitaria e di rischio, parla per la prima volta anche di una sua possibile forma informatizzata ( art.53 ).
Iniziamo quindi ad entrare in un confronto tra le due metodologie ed a valutare le differenze di impostazione e possibilità di utilizzo che sicuramente esistono.
La cartella sanitaria e di rischio è il principale strumento di registrazione delle esposizioni del lavoratore e prevede la raccolta dell’anamnesi e di tutti i risultati degli accertamenti sanitari effettuati sulla base dei rischi lavorativi. Tali dati, opportunamente raccolti ed analizzati, sono la base per l’espressione del giudizio di idoneità alla mansione specifica del lavoratore che deve essere riportata in un apposito documento, che è a sua volta compreso tra i contenuti minimi della cartella sanitaria.
La sorveglianza sanitaria del lavoratore ha un significato eminentemente preventivo, destinata a verificare prima dell’avvio all’attività lavorativa e nel tempo l’adeguatezza del rapporto che esiste tra la sua condizione di salute e la condizione di lavoro.
La continua instabilità lavorativa, che oggi condiziona il mondo del lavoro, impone anche un veloce e sistematico aggiornamento dei dati e delle informazioni contenute in cartella, in condizioni sempre diverse ed imprevedibili, quali ad esempio il luogo o l’orario della visita, la possibilità di consultazione in orari e luoghi anch’essi non sempre di facile programmazione, l’aggiornamento dell’attività lavorativa, mansioni o esposizione a rischi diversi, la possibilità di verifica e controllo da parte degli organi di vigilanza, l’aggregazione di esami complementari e specifici e non ultimo ma primo per importanza, la sicurezza del costante e continuo aggiornamento e disponibilità immediata del documento.
Queste nuove necessità mal si coniugano oggi con una documentazione esclusivamente cartacea, come era in passato e come è ancora nella maggior parte dei casi. L’apertura che il Decreto dà alla possibilità di informatizzazione, apre alle richieste e necessità che abbiamo appena elencato.
La tecnologia è e deve essere un’opportunità, e come tale adeguata alle necessità che oggi vengono richieste. Ecco che la visione di oggi dovrebbe essere diversa da quella tradizionale comunemente denominata locale, cioè limitata ad un singolo dispositivo, generalmente il computer del medico competente, in cui era lui il solo ed unico soggetto. Oggi i soggetti che devono interagire con la cartella sanitaria e di rischio sono diversi: il medico competente, un referente aziendale, i laboratori di analisi, il lavoratore e gli Organi di vigilanza, quindi una condivisione, cioè una forma più completa e armonica che prevede una integrazione di dati proveniente da fonti diverse. Più soggetti che con il loro interagire completano in un modo veramente sistematico il documento.
E’ su questo tipo di cartella sanitaria che bisognerebbe concentrare perché le sue caratteristiche di interconnessione permettono di conseguire quello che secondo noi è lo scopo che vogliamo si raggiunga: la cura e la sorveglianza del lavoratore.
Ognuno dei soggetti precedentemente citati deve però accedere alla cartella sanitaria secondo le proprie specifiche competenze, è comunque il Medico competente, (che è e deve rimanerne il regista), che ne avrà un accesso completo. Il referente aziendale, che in alcuni casi potrà essere anche lo stesso Datore di lavoro, potrà accedere solo alla parte di anagrafica aziendale del lavoratore ed essere quindi da supporto al Medico competente per la gestione e l’aggiornamento di questa sezione del documento. Questa è una delle possibilità che l’informatizzazione può dare, parzializzare la visione e le attività dei soggetti abilitati, cosa che il documento cartaceo non può fornire.
Per ottenere questo tipo di risultato la cartella sanitaria e di rischio deve avere caratteristiche di interoperabilità poiché i dati elaborati provengono da fonti diverse e sono prodotti autonomamente, deve inoltre garantire una visione “longitudinale” dello stato di salute dei lavoratori.
Siamo passati in poche righe da un documento prettamente cartaceo ad un documento informatizzato, da un utilizzo monoutente o locale ad un utilizzo in multiutenza con specifiche e personalizzate visioni ed operatività.
La gestione in multiutenza dovrebbe essere la procedura corretta e futura del documento, una multiutenza con condivisione personalizzata delle informazioni a tutti gli utenti autorizzati.

L’interazione dei vari soggetti permette di redigere un documento molto più attendibile ( la cartella sanitaria e di rischio ) per poter ricostruire la storia, la vita lavorativa e la documentazione sanitaria del lavoratore.
Il successo di una cartella sanitaria e di rischio così strutturata dipende anche dalla facilità di utilizzo da parte degli utenti finali, e riveste quindi grande importanza anche il layer, cioè l’interfaccia che permette l’immissione dei dati e le ricerche. Visto che una delle caratteristiche principali deve essere la condivisione del dato, deve essere naturalmente prevista una struttura informatica hardware e software per permettere la comunicazione in rete WAN o LAN in maniera sicura.
La validazione delle informazioni deve avvenire solo ed esclusivamente da parte del Medico competente, e con modalità che riconducano in modo inequivocabile alla sua persona .
Molti sistemi o programmi informatizzati per la gestione della cartella sanitaria e di rischio utilizzano ancora modalità come username e password, che a nostro avviso non riconducono in modo inequivocabile alla persona, oggi visto che la tecnologia lo permette, la soluzione è l’utilizzo della firma digitale o grafometrica, anche se non espressamente citata o richiesta dal legislatore.
Un altro punto importante è che eventuali informazioni di modifica, siano solo aggiuntive a quelle memorizzate: questo è uno dei punti fondamentali di un qualsiasi buon programma o sistema informatizzato.
Tutte le informazione contenute in cartella sanitaria e di rischio devono poter essere riprodotte su supporti di stampa e conservate almeno su due distinti supporti informatici.
La cartella sanitaria e di rischio informatizzata per poter sostituire la versione cartacea deve dimostrare di essere un sistema altamente affidabile e disponibile: deve pertanto essere posta una particolare cura nell’analisi dei vari elementi su cui si fondano la sicurezza e la stabilità del suo sistema informatico.
L’idea non è quella di un software da proporre ad un medico o ad una piccola o media azienda, ma un più completo servizio di gestione, che provveda a tutti gli obblighi e garantisca quanto previsto in materia di privacy e di accesso ai dati.
Non deve essere l’utilizzatore a porsi un qualsiasi problema di adempimento o porsi dei dubbi in merito alla regolarità della gestione. Gli utilizzatori debbono fruire di un servizio che tolga loro qualsiasi dubbio legato alla gestione, alla disponibilità, agli aggiornamenti, alla rispondenza a tutta la normativa di riferimento, tutte cose che un servizio di gestione può dare. Un normale software no.
E’ altresì necessario ed importante che il servizio risulti funzionante e disponibile 24 ore su 24 ed abbia la possibilità di trasferimento e collegamento con altri sistemi ( vedi ad esempio la possibilità di interagire con laboratori di analisi per la trasmissione per via telematica dei referti ).
Da ultimo, ma non per importanza, bisogna considerare l’aspetto che riguarda la sicurezza dei dati trattati. La cartella sanitaria e di rischio in multiutenza deve prevedere, sempre mantenendo una facilità di accesso ai dati: il rispetto della loro riservatezza escludendone la possibilità e l’ uso non autorizzati, un controllo delle autorizzazioni e dei mandati per l’introduzione o la modifica dei dati, la protezione dei dati verso perdite o modifiche accidentali.
Lo scopo della cartella sanitaria e di rischio in multiutenza è dunque quello di fornire due tipologie di uso: uno primario (riservato al medico competente) e uno secondario (riservato ai soggetti terzi come i lavoratori, il referente aziendale gli Organi di vigilanza, i laboratori di analisi, ecc. ecc).
Ecco completata questa breve visione del passaggio della cartella sanitaria e di rischio dei lavoratori dal tradizionale cartaceo, all’evolutiva informatizzazione, dalla tradizione versione locale alla innovativa in multiutenza.

 Damiano Alzati - Consulente in Materia di Salute e Sicurezza negli Ambienti – DaDa Consulting sas 

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