Il Mensile della Sicurezza

Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

Il Mensile della Sicurezza - Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

Parliamo ancora di stress

stress  banner-itLo stress lavoro correlato è uno tra i rischi sempre più presenti nei luoghi di lavoro, una sua corretta gestione spesso può fare la differenza tra una azienda sana ed efficiente nel tempo e un’azienda che finisce con consumare in breve tempo tutte le risorse dei propri lavoratori.

Su questa tipologia di rischio sono sorti diversi miti da sfatare, favoriti in parte dai ritardi e carenze della normativa, dalla difficoltà di una sua “visualizzazione”, ed anche dalla contrarietà dei datori di lavoro di migliorare/cambiare l’organizzazione lavorativa per ridurne la presenza.

La comunità europea si è mossa parecchio su questo argomento, ed ultimamente ha anche pubblicato una interessante guida “ Guida elettronica sulla gestione dello stress e dei rischi psicosociali”, disponibile in diverse lingue, che aiuta a riflettere sui suoi effetti in ambito aziendale e su come sia possibile prevenirlo. Vediamo se riusciamo a chiarire alcuni dubbi che possono nascere quando si approccia per la prima volta allo stress da lavoro correlato.

Il datore di lavoro quasi sempre si chiede perché si dovrebbe preoccupare di questo “stress correlato al lavoro”, e la prima risposta, forse la più banale che da dare è che la gestione dei rischi psicosociali è da qualche hanno un obbligo giuridico, e l’inadempienza è sanzionata.  Inoltre i sintomi dello stress possono avere un impatto negativo in ambito lavorativo, assenze per malattia, rapporti di lavoro tra colleghi molto difficili, diminuzione della motivazione e quindi riduzione delle prestazione lavorative della persona. Inoltre lo stress può far peggiorare l’effetto di altre malattie.

Un’altra domanda che viene posta è come si possono misurare i rischi psicosociali. Anche in questo caso la risposta è affermativa, ma con appositi strumenti e metodi, che possono metterci i grado di fare una valutazione del rischio. Non viene chiesto al datore di lavoro di curare il lavoratore che presenta sintomi di stress da lavoro correlato, ma di gestire il lavoro e i lavoratori in modo da non esporre la loro salute a rischio e, se sviluppano problemi, fare il possibile per evitare di peggiorarli.

È importante ricordare che agire per proteggere la salute dei propri lavoratori non è un costo per l’azienda, nè in termini di tempo che di risorse perché è ormai stato dimostrato che a lungo andare tali azioni costituiscono un beneficio complessivo e non un costo. Attraverso fattori come il miglioramento delle prestazioni e la diminuzione delle assenze, si ha un aumento della produttività e del benessere della forza lavoro.

Per concludere dobbiamo anche dire che è vero che tutti abbiamo bisogno di un po’ di “richieste “e un po’ di “pressioni”per tenerci sulle spine. I lavoratori hanno bisogno di un po’ di “richieste”  e un po’ di “pressioni”per lavorare in modo efficace.

Troppa pressione può ridurre le prestazioni complessive e se il lavoratore non è in grado di far fronte alle sfide che deve affrontare, può sviluppare problemi di salute legati allo stress o ulteriori cali di livello nelle prestazioni”.

Autore: Damiano Alzati - Legale Rappresentante di DaDa Consulting sas

 

Campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri per la gestione dello stress”

 

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