Il Mensile della Sicurezza

Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

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Europa: nuova procedura di infrazione sulla sicurezza sul lavoro contro l’Italia

Per ora l’apertura di una nuova procedura di infrazione contro l’Italia, per il mancato recepimento delle normative europee in materia di sicurezza sul lavoro, è solo una possibilità, anche se concreta; la commissione europea infatti non si pronuncerà a riguardo prima di settembre.

La denuncia arrivata agli organi di vigilanza comunitari riguarda i contenuti del Decreto del Fare (del passato Governo Letta) successivamente ripresi dal Decreto Semplificazioni del Governo Monti. La contestazione riguarda due punti, uno in realtà già stralciato  perché “Non ha stabilito alcun motivo per concludere l’esistenza di una violazione della Direttiva Europea”, questa la risposta del  capo Unità del Dipartimento sulla Sicurezza sul Lavoro della Commissione Europea Maria Teresa Moitinho de Almeida; per il seconda contestazione invece la Responsabile si è espressa a favore di una apertura del procedimento di infrazione; nel dettaglio le due contestazioni riguardano:

  • Il Documento di Valutazioni Rischi Interferenze per cui vengono stabilite nuove procedure di semplificazione in caso di aziende a basso rischio, limitando di fatto l’obbligatorietà del DUVRI e questo secondo la denuncia  non rispetterebbe la direttiva europea 89/391/CEE (parte dell’atto già di fatto archiviata)
  • Le prescrizioni minime in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro nei cantieri mobili e temporanei, che di fatto escluderebbero alcune categoria dagli obblighi, infrangendo la direttiva 92/57/CEE

per questa ultima denuncia l’apertura di una procedura di infrazione sembra ormai inevitabile perché il Dipartimento sulla Sicurezza sul Lavoro della Commissione Europea ha già rilevato che “Le autorità italiane non hanno chiarito in merito alla corretta applicazione della direttiva”

Questa vicenda ha un risvolto molto particolare, infatti la denuncia non parte da qualche sindacato o da qualche associazione di categoria o di consumatori come di solito succede, ma da un singolo lavoratore che è diventato nel tempo il simbolo della lotta contro le modalità di recepimento delle direttive europee sulla sicurezza fatte dall’Italia, il suo nome è Marco Bazzoni ed è impiegato come operaio metalmeccanico in una azienda del capoluogo toscano.

Bazzoni non è nuovo a queste iniziative, infatti già la prima procedura di infrazione aperta contro l’Italia in materia di sicurezza sul lavoro fu dovuta ad una sua denuncia, era infatti il 2009 quando Bazzoni denunciava il recepimento della direttiva  europea 89/391/CEE avvenuto tramite il D.Legs 106/09, che secondo lui prevedeva tempistiche troppo lunghe per la dotazione del DVR per le imprese di nuova costituzione ed una eccessiva de-responsabilizzazione del datore di lavoro. Il tempo anche in questo caso gli ha dato ragione.

Quello che da anni risulta il principale attivista per i diritti dei lavoratori sulla sicurezza e per  i recepimenti delle normative europee in italia, ci tiene a sottolineare la propria soddisfazione per la risposta ricevuta del Dipartimento sulla Sicurezza sul Lavoro della Commissione Europea e ricorda che allo stato attuale questa seconda procedura di infrazione potrebbe essere seguita da altre 2 sempre in cconseguenza a sue denunce, in riferimento alla mancata notifica che l’Italia avrebbe dovuto fare del Testo Unico per la Sicurezza (D.Legs 81/08) e al Decreto Lavoro dell’attuale Governo Renzi

Molti credono che un uomo solo contro tutto il sistema non possa fare la differenza, ma Bazzoni sta dimostrando il contrario, quello che però viene naturale chiedersi è perché non ci siano anche i Rappresentanti dei Lavoratori o i Rappresentanti dei Consumatori, con le loro fila di avvocati ad affiancare il coraggioso attivista nella sua personale battaglia per il bene, la sicurezza e la salute di tutti i lavoratori?

la risposta purtroppo è semplice: quando ci sono di mezzo interessi economici ed interessi occupazionali politici e associazioni varie sono molto bravi a cercare equilibri che non scontentino nessuno, ma che evidentemente al vaglio di una Autorità di Controllo si dimostrano fallaci.

I nostri complimenti vanno a Marco Bazzoni, per la sua tenacia e per il suo coraggio ed ai tanti attivisti che come lui fanno quanto in loro potere per ribadire il principio che di fronte alla vita, alla salute ed alla sicurezza dei cittadini non esistono compromessi accettabili.

Autore: Matteo Prestini - Amministratore di SFIA srl 

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