Il Mensile della Sicurezza

Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

Il Mensile della Sicurezza - Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

Settimana della sicurezza sul lavoro – Stress sotto i riflettori

Lo stress e il benessere psico-fisico dei lavorativi rappresentano un tema centrale per la campagna sulla sicurezza promossa dall’Unione Europea per il biennio 2014 2015, se è vero infatti che parlando di sicurezza sul lavoro le prime immagini che vengono in mente sono i cantieri edili con i vari dispositivi di protezione, non si può dimenticare il peso sempre maggiore che ricoprono tutte le patologie correlate allo stress che sono causa sempre maggiore di infortuni professionali.

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Progetto INSuLa: Indagine Nazionale Sulla salute e sicurezza sul Lavoro

insula-160x160Il progetto INSuLa è stato realizzato nell’ambito del Programma per la Ricerca Sanitaria 2008 – tutela della salute nei luoghi di lavoro “Sviluppo di modelli per un sistema permanente di rilevazione della percezione del rischio per la salute e sicurezza in ambiente di lavoro da parte dei lavoratori e delle figure della prevenzione” finanziato dal Ministero della Salute. Si tratta della prima survey conoscitiva a livello nazionale sulla percezione del rischio per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e sul livello generale di consapevolezza rispetto agli adempimento a specifici obblighi formativi, informativi e di addestramento previsti dal D.Lgs. 81/08 e s.m.i. nei confronti di tutti i lavoratori; questa indagine è stata svolta dal settore Ricerca dell’Inail su un campione rappresentativo di oltre 12mila interviste coinvolgendo tutte le figure della prevenzione (Lavoratori, Datori di lavoro, Responsabili dei servizi di prevenzione e protezione, Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, Medici competenti e Servizi di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro).

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Datore di Lavoro, Medico Competente, Rls: Scontri e Soluzioni

lavoro-sicurezza_rls-mcIl 4 aprile 2014, a Bologna, si è tenuto un seminario dal titolo “ La sorveglianza sanitaria: ruoli, compiti, responsabilità e relazioni”, che ha affrontato problematiche inerenti la sorveglianza sanitaria, i compiti del Medico Competente e le relazioni tra quest’ultimo, il Datore di Lavoro e l’RLS.
Riportiamo, a titolo puramente esemplificativo, alcune delle criticità espresse in particolare dagli RLS, per poi ipotizzare alcune possibili soluzioni.

1.Il MC non visita i luoghi di lavoro, oppure attua il sopralluogo non durante le fasi lavorative, e senza coinvolgere l’RLS

Possibili soluzioni: verifica della periodicità indicata nel DVR; richiesta di spiegazioni al Medico Competente; proposta di sopralluoghi congiunti fra RSPP-MC-RLS; richiesta di intervento da parte del Datore di lavoro; segnalazione all’Organo di Vigilanza. E’ anche vero che a volte le situazioni aziendali rendono impossibile l’applicazione letterale della norma, ad esempio nel caso di grandi aziende con plurime sedi lavorative molto simili fra loro, oppure quando l’attività dei lavoratori si svolge a domicilio di privati cittadini. In questi casi le indicazioni sono quelle di visitare una o più sedi fra tutte, che abbiamo caratteristiche indicative dell’attività globale in modo da dare al MC visione dell’attività nel suo complesso, ed eventualmente compiere un sopralluogo (o più) aggiuntivo su segnalazione dei lavoratori qualora si presentasse una situazione rischiosa “particolare”.

2.Il MC esprime il giudizio di idoneità alla mansione specifica mentre il lavoratore svolge tutt’altra mansione specifica, e spesso in altro reparto aziendale

Possibili soluzioni: richiesta di spiegazioni al Medico Competente; segnalazione al Datore di lavoro con relativa richiesta di intervento; supporto al lavoratore nel ricorso ex art. 41 (ricorso avverso il parere del M.C.)”.
Ricordiamo che “il mansionario” è di competenza del Datore di Lavoro, quindi il MC può trovarsi con difformità di mansione fra ciò che gli viene comunicato dall’azienda, ciò che gli viene comunicato in sede di visita medica e ciò che viene scritto nel DVR. In alcune situazioni particolari tale condizione può risultare particolarmente rischiosa, ad esempio quando si parli di lavoratori adibiti o meno all’uso di carrello elevatore: si rischia da una parte di sottoporre un lavoratore ad esami tossicologici in modo indebito, oppure di omettere di sottoporre ad esami necessari lavoratori che effettivamente ne fanno uso. Appare quindi essenziale la collaborazione puntuale fra le varie figure della sicurezza per arrivare all’espressione di un mansionario chiaro ed esauriente, attinente con le mansioni citate dal DVR.

3.Il MC esprime il giudizio e lo comunica all’azienda la quale lo trasmette al lavoratore dopo diversi mesi, oppure non lo trasmette affatto comunicando solo la decisione assunta

Possibili soluzioni: l’art. 41, comma 6-bis D. Lgs. 81/2008 sancisce che : “il medico esprime il proprio giudizio per iscritto dando copia del giudizio medesimo al lavoratore e al datore di lavoro”. Tuttavia la consegna del certificato può essere differita in caso di accertamenti sanitari aggiuntivi, attesa dell’arrivo di esami di laboratorio, invio tramite posta o altra tipologia di consegna (in questi casi vale la data di consegna del certificato per il possibile ricorso del lavoratore).
Si invitano inoltre tutti gli attori della sicurezza in azienda alla verifica di alcuni punti, quali l’effettiva avvenuta consegna dei certificati di idoneità ai lavoratori, l’avvenuta firma per ricezione del certificato ( sul certificato stesso o sul un altro documento che ne attesti la consegna), l’effettiva data di consegna che dà inizio ai 30 giorni a disposizione per un’eventuale ricorso all’Organo di Vigilanza. Si invitano in particolare RLS e lavoratori a sollecitare la consegna dei certificati quando non sia ancora avvenuta dopo diverso tempo dalle visite mediche.

4.Spesso il lavoratore viene visitato da medici aziendali con ambulatori nella sola regione dove è la sede legale dell’impresa con tutti i problemi logistici e comunicativi per i lavoratori e con il forte dubbio che il MC sappia esattamente in quali condizioni e luogo si svolga la mansione specifica

Possibili soluzioni: si tratta certamente di un problema complesso, in quanto vengono chiamati in causa vari tipi di fattori, logistici, economici, inerenti le risorse umane. La soluzione ottimale sembrerebbe quella di associare le visite mediche al sopralluogo degli ambienti di lavoro, in modo da ottimizzare le tutte risorse. E’ però da considerare ad esempio che non tutte le aziende o sedi aziendali sono dotate di idonei spazi per l’effettuazione di visite ed esami, quindi le uniche alternative sono lo spostamento dei dipendenti in un ambulatorio il più possibile vicino, oppure l’utilizzo di un ambulatorio mobile qualora fosse a disposizione. Si pensi inoltre alle varie visite preassuntive/preventive, a richiesta o di rientro dopo più di 60 gg di assenza, che sistematicamente rappresentano un problema logistico e di costi da affrontare ( e entro brevissimo termine) ed alle visite di recupero di eventuali lavoratori assenti per malattia e ferie.

5.Il MC che non vuole visitare il lavoratore nonostante certificazioni trasmesse allo stesso, attestanti un peggioramento delle condizioni di salute, con l’insorgenza di nuove patologie o aggravamento delle precedenti

Possibili soluzioni: l’art 41, comma 2, lettera c) del D.Lgs. 81/08 sancisce che la sorveglianza sanitaria comprenda anche la “visita medica su richiesta del lavoratore, qualora sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi professionali o alle sue condizioni di salute, suscettibili di peggioramento a causa dell’attività lavorativa svolta, al fine di esprimere il giudizio di idoneità alla mansione specifica”. Bisogna quindi assicurarsi che il MC abbia ricevuto richiesta formale scritta e firmata dal lavoratore, che attesti l’effettività della richiesta, che non deve invece pervenire dall’azienda (caso in cui verrebbe seguito un altro iter). In caso di rifiuto del MC ad effettuare la suddetta visita, va chiesto al M.C. di fornire motivazioni scritte al suo diniego (eventuale non congruenza della richiesta con i fattori di rischio presenti) ed eventualmente rivolgersi all’Organo di Vigilanza.

Dai suddetti casi esemplificativi appare lampante il ruolo fondamentale della “cultura della partecipazione” delle varie figure aziendali coinvolte nel processo di sicurezza e salute: Datore di Lavoro, MC, RLS, RSPP.
Per fare ciò possono essere utili alcuni suggerimenti comuni:

  • privilegiare sempre la relazione tra le parti facendo proposte attive e non solo contestazioni dell’altrui operato;
  • l’ RLS in particolare deve essere consultato prevalentemente e tempestivamente, in quanto portavoce dei problemi effettivi dei lavorato sul campo;
  • garantire sempre e comunque un adeguato rispetto della norma, che ne presuppone sia una buona conoscenza “ad ampio raggio” e non meramente letterale;
  • proporre periodici momenti di incontro e gruppi di lavoro tra RSPP, M.C, RLS e Datori di Lavoro (oltre alle riunioni periodiche sancite per legge);
  • garantire sempre un’adeguata informazione sull’avanzamento dei lavori a tutte le parti interessate;
  • astenersi dalla stipula di contratti fra le parti poco chiari, specificando sempre il da farsi anche in caso di eventi “straordinari”.

Autore: Marina Giorgiana Barrilà – Medico Competente di Gruppo Bellegotti Srl

QUANDO LA SICUREZZA PASSA PER UNA APP

saw_beepEra prevedibile ed inevitabile che il progresso tecnologico irrompesse anche nel mondo della Sicurezza sul Lavoro, automatizzando e migliorando gran parte di quelle procedure che ogni impresa deve adempiere per ottemperare agli obblighi previsti dal Testo Unico per la Sicurezza (D.Legs 81/08) e dalle sue successive modifiche ed integrazioni; questa innovazione si chiama Safe At Work

Ma cos’è Safe At Work?
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