Il Mensile della Sicurezza

Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

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La cartella sanitaria e di rischio dei lavoratori dal cartaceo all’informatizzata

Stethoscope on a computer keyboardNel nostro paese ogni lavoratore che viene sottoposto a sorveglianza sanitaria in funzione dei rischi lavorativi valutati dal proprio Datore di lavoro ha una propria cartella sanitaria, che lo segue durante tutto l’arco del suo periodo lavorativo.
Sembra una cosa banale e semplice ma nella realtà non è proprio così.
Ma cerchiamo di partire se non proprio dall’inizio, almeno da quell’ormai famoso Decreto legislativo del 9 aprile 2008, n. 81 denominato “Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro” che introducendo disposizioni per il riassetto e la riforma delle norme in materia di salute e sicurezza dei lavoratori emanate negli ultimi sessant’anni ha stabilito anche all’articolo 41 l’obbligo per il Medico competente della registrazione dei risultati della sorveglianza sanitaria da lui effettuata sui lavoratori ( accertamenti preventivi e periodici ) in un apposito documento individuale con valore medico legale, che deve avere caratteristiche di unicità, identità, inalterabilità e conservazione delle modifiche: la cartella sanitaria e di rischio del lavoratore.

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Nomina del Medico Competente: obbligo o violazione?

Il legislatore, nel D. Lgs. 81/08 e nelle modifiche successive, quali il D.Lgs 106/09, ha individuato i casi in cui è lecito, nonché obbligatorio, attuare la sorveglianza sanitaria:

D.Lgs. 81/08, art.41, comma 1:

La sorveglianza sanitaria è effettuata dal medico competente:
a) nei casi previsti dalla normativa vigente, dalle indicazioni fornite dalla Commissione Consultiva di cui all’articolo 6
b) qualora il lavoratore ne faccia richiesta e la stessa sia ritenuta dal medico competente correlata ai rischi lavorativi

La Commissione Consultiva Permanente per la Salute e la Sicurezza sul Lavoro non ha ancora emanato alcuna indicazione in merito alla necessità della sorveglianza sanitaria in casi non previsti dalla normativa vigente.

Appare quindi chiaro che, attualmente, siamo obbligati ad attivarla solo in alcuni casi:

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