Il Mensile della Sicurezza

Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

Il Mensile della Sicurezza - Quotidiano periodico di approfondimento sulla Sicurezza sul Lavoro

Tutela della salute nei luoghi di lavoro per i lavoratori diversamente abili

wpid-51661ea36ff2bd0ca95dfc9e31ea1c491L’art. 3 della Legge 68/1999 prevede che i datori di lavoro pubblici e privati che occupano almeno 15 dipendenti, sono tenuti ad avere alle loro dipendenze i lavoratori con disabilità, indicati all’art. 1 della legge 68/99, nella seguente misura:

a) 7% dei lavoratori dipendenti, se occupano più di 50 dipendenti;
b) 2 lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti;
c) 1 lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.

Molte aziende, oggi più di ieri, rispettano questa normativa e le sue successive modificazioni, inserendo nel proprio organico persone diversamente abili che, in quanto tali, necessitano di accorgimenti e alcune attenzioni legate all’ambiente di lavoro che spesso sono vissute dall’azienda e dai colleghi come “problematiche”.
E’ comune l’idea che la sola assunzione assolve l’azienda dal dovere di mettere la persona in condizioni di poter raggiungere la propria postazione di lavoro e tutti gli ambienti circostanti in modo autonomo e senza dover costantemente richiede l’aiuto dei colleghi che non sempre sono a disposizione della persona stessa.

L’art. 63 del D.Legs. 81/08 al comma 2 precisa che:

I luoghi di lavoro devono essere strutturati tenendo conto, se del caso, dei lavoratori disabili.

Inoltre:

3. L’obbligo di cui al comma 2 vige in particolare per le porte, le vie di circolazione, le scale, le docce, i gabinetti ed i posti di lavoro utilizzati ed occupati direttamente da lavoratori disabili.

4. La disposizione di cui al comma 2 non si applica ai luoghi di lavoro già utilizzati prima del 1° gennaio 1993; in ogni caso devono essere adottate misure idonee a consentire la mobilità e l’utilizzazione dei servizi sanitari e di igiene personale.

5. Ove vincoli urbanistici o architettonici ostino agli adempimenti [..], adotta le misure alternative che garantiscono un livello di sicurezza equivalente.

Una persona diversamente abile non necessariamente utilizza una carrozzina, può avere una mobilità ridotta e utilizzare un altro tipo di ausilio, oppure avere difficoltà di deambulazione, ma in un ambiente adeguato non avere la necessità di supporti.

In un ambiente lavorativo non conforme alle proprie esigenze ogni cosa diventa una difficoltà. Chi non è a contatto con situazioni del genere non pensa che un semplice spostamento dalla scrivania al bagno, oppure raggiungere la fotocopiatrice in un locale angusto, o prendere una bottiglietta d’acqua alla macchina distributrice può essere complicato e dover costantemente chiedere aiuto non è facile per nessuno.

La normativa in materia da diversi anni ha stabilito delle regole ben precise, ma come spesso accade cambiare la mentalità non è mai immediato e quindi passa del tempo prima che la legge venga rispettata e le nuove disposizioni adottate.

Da circa una anno e mezzo l’Associazione l’Altro Tempo Onlus è attiva sul territorio di Milano e si occupa di disabilità, principalmente di attività di tempo libero, che essendo ritenute non essenziali e quindi accessorie, non sono soggette a convenzioni pubbliche se non in stretta misura. L’associazione segue le persone anche nella loro occupazione principale, alcuni degli assisti infatti hanno un’occupazione lavorativa, spesso accade che veniamo informati sulle condizioni lavorative e purtroppo in alcuni casi constatiamo che i diritti del lavoratore non vengano rispettati trovandosi di fronte a situazioni complesse in cui l’intervento legale sembra l’unica soluzione possibile e neanche dall’esito certo.

Si sono sprecati fiumi di inchiostro per cause fatte dal dipendente al datore di lavoro. Probabilmente non si sarebbero potute evitare tutte, ma sicuramente con una sensibilità maggiore da parte delle aziende alcune si sarebbero risolte più semplicemente. Abbiamo assistito a casi in cui ci sono voluti 2 anni perché aggiungessero un corrimano ad una scala d’ingresso che ne aveva solo uno a destra e un dipendente che poteva utilizzare solo il braccio sinistro non poteva salire autonomamente.

Assumere una persona diversamente abile non è soltanto un dovere dell’azienda e un diritto della persona perché lo stabilisce la legge, ma è il riconoscimento che ognuno ha delle capacità da mettere a servizio degli altri. La legge cerca di dare una spinta verso questa direzione, ma come abbiamo già detto, non sempre il cambiamento di una prassi sbagliata è immediato. Mettere ognuno in condizioni tali da poter svolgere il proprio lavoro in modo autonomo è sicuramente il punto di partenza per una convivenza lavorativa più tranquilla oltre che garantire a tutti il giusto livello di sicurezza nel rispetto della legge e non solo.

Autore: Aurora Meneghello – Fondatore Associazione l’Altro Tempo onlus 

 

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